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venerdì 27 dicembre 2019
venerdì 25 aprile 2014
La stanza accanto.....
Questa poesia la dedico a te babbo, oggi è il tuo compleanno, 87
anni ma da 8, non sei più tra noi...
sono certa che ci diresti queste parole....
La morte non è niente,
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io.
Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate un tono diverso.
Non abbiate l’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato.
Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non è spezzato.
Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vita?
Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino.
Henry Scott Holland
anni ma da 8, non sei più tra noi...
sono certa che ci diresti queste parole....
La morte non è niente,
io sono solo andato nella stanza accanto.
Io sono io.
Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate un tono diverso.
Non abbiate l’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa come lo è sempre stato.
Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non è spezzato.
Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vita?
Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato del cammino.
Henry Scott Holland
venerdì 4 aprile 2014
Di notte..........
Di notte si ascolta molto meglio il mondo,
perché il sapore del mondo se n'esce forte, acre, profondo.
Di notte le
cose parlano.
Di notte gli uomini ascoltano e le cose parlano.
La notte
è il tempo dell'impercettibile.
Ci sono colori nella notte.
Ci sono
tutti i colori del buio.
Ci sono incontri nella notte.
Ombre che
diventano giganti, così grandi che ci sembra di non avere le braccia
abbastanza lunghe per poterle abbracciare.
Mario Pollo,
I giovani e la notte, 1997
venerdì 7 marzo 2014
8 marzo
Oggi, 8 marzo
Non vedo
Non sento
Non parlo...
Al mio compagno che sul comodino mi ha fatto trovare un fiore
Ai colleghi che hanno riempito la mia scrivania di mimose
Ai giornalisti che hanno riempito i giornali di articoli sulle donne
Alle amiche che mi hanno invitato a festeggiare stasera
A tutti coloro che batteranno sulla grancassa di un tamburo le cantilene sulle donne
Alle femministe che non si riconoscono più come tali
Alle non femministe che si riconoscono in niente
Alle massaie
Alle nonne
Alle giovani ragazzine
Alle donne tormentate dalle rughe
Alle donne tormentate dalla loro bellezza
Alle disoccupate
Alle Top Manager
A quelle che lavorano nelle case, gabbie dei matti
Oggi
Il mio pensiero
come ieri ,come domani
corre a colei,umiliata da uno sguardo,
Non vedo
Non sento
Non parlo...
Al mio compagno che sul comodino mi ha fatto trovare un fiore
Ai colleghi che hanno riempito la mia scrivania di mimose
Ai giornalisti che hanno riempito i giornali di articoli sulle donne
Alle amiche che mi hanno invitato a festeggiare stasera
A tutti coloro che batteranno sulla grancassa di un tamburo le cantilene sulle donne
Alle femministe che non si riconoscono più come tali
Alle non femministe che si riconoscono in niente
Alle massaie
Alle nonne
Alle giovani ragazzine
Alle donne tormentate dalle rughe
Alle donne tormentate dalla loro bellezza
Alle disoccupate
Alle Top Manager
A quelle che lavorano nelle case, gabbie dei matti
Oggi
Il mio pensiero
come ieri ,come domani
corre a colei,umiliata da uno sguardo,
da una violenza, da un abbandono,
ancora si sente sola nel mondo.
Oggi come ieri,come domani
forte la stringo in un caldo pensiero
ove nuove risonanze,divaricano la mente
e ritrovano nel tremulo sospiro della fatica di vivere,
quel sorriso che dai fondali ,di mari impetuosi,
quel sorriso che dai fondali ,di mari impetuosi,
parte all'assalto,di insaziabili cieli.....
Anna Rossi
Anna Rossi
mercoledì 26 febbraio 2014
Dall'inverno alla primavera
Edmondo De Amicis - Dall'inverno alla Primavera
Quando l'inverno muore lentamente
nella primavera, nelle sere di quei bei giorni limpidi,
lieti, senza vento, su cui si tengono spalancate
per le prime volte le finestre e si portano sulle
terrazze i vasi dei fiori, le città offrono uno
spettacolo gentile e pieno d'allegrezza e di poesia.
A passeggiare per le vie si sente, di tratto
in tratto, sul viso,
un'ondata d'aria tiepida, odorosa.
Di che? di quali fiori? di quali
erbe? Chi lo sa!
Quando l'inverno muore lentamente
nella primavera, nelle sere di quei bei giorni limpidi,
lieti, senza vento, su cui si tengono spalancate
per le prime volte le finestre e si portano sulle
spettacolo gentile e pieno d'allegrezza e di poesia.
A passeggiare per le vie si sente, di tratto
in tratto, sul viso,
un'ondata d'aria tiepida, odorosa.
Di che? di quali fiori? di quali
erbe? Chi lo sa!
domenica 5 gennaio 2014
La Befana....
Anche quest’anno la Befana
ruberà ogni festa
con la sua vecchia sottana
e il cappellaccio sulla testa
Cara vecchia quando parti
butta dentro al tuo fagotto
la tristezza coi suoi sguardi
e le lacrime in un botto
Si perché, se non lo sai,
sono tanti i poveracci
che hanno solo tanti guai
poco cibo e quattro stracci
Sono scalzi i loro piedi,
e chissà se hanno un tetto
si, però, quando li vedi,
volti il capo e tiri dritto
non ti chiedo, nella tua notte
di elargir chissà che cosa,
tu le scarpe le hai già rotte:
basta un futuro un po’più rosa
un sorriso ad un bambino
la speranza ai disperati
a chi ha fame un bel panino
tanta acqua agli assetati
forse è troppo, in verità,
proprio tanto sto chiedendo:
ma non è dura povertà
se aiutiamo sorridendo!
Nel frattempo, la mia calza,
che ho appeso sopra al cuore
puoi colmarla di speranza
per un domani assai migliore.
Rossella Bisceglia
ruberà ogni festa
con la sua vecchia sottana
e il cappellaccio sulla testa
Cara vecchia quando parti
butta dentro al tuo fagotto
la tristezza coi suoi sguardi
e le lacrime in un botto
Si perché, se non lo sai,
sono tanti i poveracci
che hanno solo tanti guai
Sono scalzi i loro piedi,
e chissà se hanno un tetto
si, però, quando li vedi,
volti il capo e tiri dritto
non ti chiedo, nella tua notte
di elargir chissà che cosa,
tu le scarpe le hai già rotte:
basta un futuro un po’più rosa
un sorriso ad un bambino
la speranza ai disperati
a chi ha fame un bel panino
tanta acqua agli assetati
forse è troppo, in verità,
proprio tanto sto chiedendo:
ma non è dura povertà
se aiutiamo sorridendo!
Nel frattempo, la mia calza,
che ho appeso sopra al cuore
puoi colmarla di speranza
per un domani assai migliore.
Rossella Bisceglia
domenica 1 dicembre 2013
1 dicembre....
Oggi è il primo dicembre e Natale si avvicina....
i miei ricordi vanno a quand'ero piccina.....
in questi giorni sentivo nell'aria qualcosa che mi eccitava....
ero inebriata dal profumo dei mandarini e delle arance...
da quell'odore di legna bruciata ,che usciva dai comignoli.
Nei negozi i primi addobbi natalizi... e dal tabacchino vicino casa
le palline di tutti i colori...
A scuola i preparativi per il regalino per i genitori,
quando un angelo con le ali piene di porporina,
quando un babbo natale con la barba fatta con l'ovatta....
piccole cose ma fatte con tanta devozione...
Ah!!! le storie sul Natale che mi inventavo e raccontavo a mia sorella ,più piccola di me...
quanto sognavo!!! e quanto facevo sognare!!!
Nonostante gli anni passati......tanti!!!
ancora oggi per me c'è un' aria magica,
anche nostalgia e talora anche tanta tristezza
soprattutto ora che tanti non ci sono più....
ma è pur sempre Natale!!!
allora ritorno un po' bambina e preparo qualcosa
per addobbare l'albero,
qualche oggettino fatto a mano da regalare alle persone care....
e sogno ...sì sogno... tanto sognare non costa niente.....
dedico questa poesia a tutti voi....
i miei ricordi vanno a quand'ero piccina.....
in questi giorni sentivo nell'aria qualcosa che mi eccitava....
ero inebriata dal profumo dei mandarini e delle arance...
da quell'odore di legna bruciata ,che usciva dai comignoli.
Nei negozi i primi addobbi natalizi... e dal tabacchino vicino casa
le palline di tutti i colori...
A scuola i preparativi per il regalino per i genitori,
quando un angelo con le ali piene di porporina,
quando un babbo natale con la barba fatta con l'ovatta....
piccole cose ma fatte con tanta devozione...
Ah!!! le storie sul Natale che mi inventavo e raccontavo a mia sorella ,più piccola di me...
quanto sognavo!!! e quanto facevo sognare!!!
Nonostante gli anni passati......tanti!!!
ancora oggi per me c'è un' aria magica,
anche nostalgia e talora anche tanta tristezza
soprattutto ora che tanti non ci sono più....
ma è pur sempre Natale!!!
allora ritorno un po' bambina e preparo qualcosa
per addobbare l'albero,
qualche oggettino fatto a mano da regalare alle persone care....
e sogno ...sì sogno... tanto sognare non costa niente.....
dedico questa poesia a tutti voi....
CHE NE DICI
SIGNORE?
Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale
faccio un bell'albero dentro il mio cuore e ci attacco,
invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici?
Gli amici lontani e vicini. Gli antichi e i nuovi.
Quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado.
Quelli che ricordo sempre
e quelli che, alle volte, restano dimenticati.
Quelli costanti e intermittenti.
Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre.
Quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire.
Quelli che conosco profondamente
e quelli dei quali conosco solo le apparenze.
Quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto.
I miei amici semplici ed i miei amici importanti.
I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita.
Un albero con radici molto profonde
perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore.
Un albero dai rami molto grandi,
perché nuovi nomi venuti da tutto il mondo
si uniscano ai già esistenti.
Un albero con un'ombra molto gradevole,
la nostra amicizia sia un momento di riposo
durante le lotte della vita.
Tu che ne dici o Signore, se in questo Natale
faccio un bell'albero dentro il mio cuore e ci attacco,
invece dei regali, i nomi di tutti i miei amici?
Gli amici lontani e vicini. Gli antichi e i nuovi.
Quelli che vedo tutti i giorni e quelli che vedo di rado.
Quelli che ricordo sempre
e quelli che, alle volte, restano dimenticati.
Quelli costanti e intermittenti.
Quelli delle ore difficili e quelli delle ore allegre.
Quelli che, senza volerlo, mi hanno fatto soffrire.
Quelli che conosco profondamente
e quelli dei quali conosco solo le apparenze.
Quelli che mi devono poco e quelli ai quali devo molto.
I miei amici semplici ed i miei amici importanti.
I nomi di tutti quelli che sono già passati nella mia vita.
Un albero con radici molto profonde
perché i loro nomi non escano mai dal mio cuore.
Un albero dai rami molto grandi,
perché nuovi nomi venuti da tutto il mondo
si uniscano ai già esistenti.
Un albero con un'ombra molto gradevole,
la nostra amicizia sia un momento di riposo
durante le lotte della vita.
Anonimo.
domenica 16 dicembre 2012
Natale
E' NATALE
E' Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi una mano.
E' Natale ogni volta che rimani
in silenzio per ascoltare l'altro.
E' Natale ogni volta che non accetti
quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E' Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri."
Madre Teresa di Calcutta
E' Natale ogni volta che sorridi
a un fratello e gli tendi una mano.
E' Natale ogni volta che rimani
in silenzio per ascoltare l'altro.
E' Natale ogni volta che non accetti
quei principi che relegano gli oppressi
ai margini della società.
E' Natale ogni volta che speri
con quelli che disperano
nella povertà fisica e spirituale.
E' Natale ogni volta che riconosci con umiltà i tuoi limiti e la tua debolezza.
E' Natale ogni volta che permetti al Signore di rinascere per donarlo agli altri."
Madre Teresa di Calcutta
lunedì 4 ottobre 2010
Felicità

Se cerchi la felicità
preparati a far piovere
felicità su chiunque incontri.
Il mondo è solo un'eco:
qualsiasi cosa fai
ti torna indietro.
Non aspettarti mai amore
da coloro a cui tiri delle pietre,
e se conficchi spine negli altri
non aspettarti niente di piu'
che una ricca messe di ortiche.
E' un'eterna legge,
che l'odio genera l'odio
e l'amore genera amore.
*Osho Rajneesh*
preparati a far piovere
felicità su chiunque incontri.
Il mondo è solo un'eco:
qualsiasi cosa fai
ti torna indietro.
Non aspettarti mai amore
da coloro a cui tiri delle pietre,
e se conficchi spine negli altri
non aspettarti niente di piu'
che una ricca messe di ortiche.
E' un'eterna legge,
che l'odio genera l'odio
e l'amore genera amore.
*Osho Rajneesh*
mercoledì 15 settembre 2010
martedì 24 agosto 2010
giovedì 17 giugno 2010
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